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Haiku di una notte texana

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Notte fonda alla Flagship University di Dallas. La giornata è giunta al capolinea e nel silenzio della stanza ingiallito dalle luci al neon penso agli haiku americani di Kerouac, all'incontro tra la secolare tradizione giapponese e il genio del vagabondo di Lowell. Diciassette sillabe, tre versi semplici, diretti, intensi, sinestetici, privi di fronzoli, lampi di pura illuminazione che racchiudono un'intera visione della vita legandola indissolubilmente ai fugaci dettagli dell'attimo presente e regalano al lettore un universo da esplorare. Gli haiku di Kerouac sono presenti ovunque in questa mia splendida avventura americana, sono spunti ai quali voglio dare una voce soggettiva, sono frammenti esistenziali cristallizzati nel tempo, impressi come immagini su carta fotografica. Da un remoto anfratto della mente pesco tre versi letti anni prima: “Birds singing in the dark - Rainy dawn”, mi emoziono nel percepire la mia personale concezione dell’attimo e scrivo:
 
Ispirazione, espirazione
Jack Kerouac è stato qui
- haiku di una notte texana.