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Un minuto a Cracovia

Silenzioso come lo scorrere del tempo, il panno dorato del tardo pomeriggio altera le sfumature della piazza Rynek Główny. I tetti si rivestono d’ambra, le facciate dei pochi palazzi grigi rimuovono la loro pallida corazza e dall’alto della Basilica di Santa Maria il trombettiere dell’Hejnał tace all’improvviso, trafitto dal ricordo di un arciere tartaro. Sulla battuta interrotta della chiamata a raccolta, un’anziana signora scopre il suo ultimo  tarocco, un bambino rincorre un colombo atterrito, una ragazza riceve una rosa sotto i portici del Mercato dei tessuti. Poco distante, la mistica bomboniera del Collegium Majus  chiude le sue porte antiche, il drago del Wavel esala mitologiche fiammate, l’ennesimo tram scorre verso Kazimierz, il profumo del primo Pierogi della sera si esala dalla cucina di Babci Maliny. Turisti stremati di ritorno da Wieliczka si riversano tacitamente lungo le sponde della Vistola, si mescolano ad artisti e giovani amanti alla ricerca della riservata magia nascosta in ogni cantone della città. Il sole e la luna terminano di confrontarsi nel cielo ceruleo e il rintocco di una campana sancisce la fine di un semplice minuto respirato tra le strade di Cracovia.    

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