Un caffé inatteso

caffé da saramago


Il citofono della casa di Tìas non funzionava correttamente e quando qualcuno suonava il campanello José Saramago andava personalmente ad aprire la porta d’ingresso.

Increduli i suoi ammiratori e i lettori che, col cuore in gola, pigiavano il pulsante accanto alla porta d’ingresso sperando di incontrarlo per potergli stringere la mano o per farsi autografare una copia di uno dei suoi libri. Esterrefatti dalla sorpresa, il loro stupore si decuplicava quando, in alcuni casi lo scrittore portoghese invitava gli ospiti inattesi a continuare la conversazione nella sua cucina in compagnia di un buon caffè.

Immaginate allora di trascorrere alcuni minuti in compagnia di un premio Nobel, di una delle menti più fini dell’ultimo secolo, in uno dei luoghi più intimi della sua dimora, e di ricevere il dono di poter scambiare opinioni sulla letteratura, sulla società, sulla storia. Indubbiamente, per il numero sempre più esiguo di persone attratte dalla lettura, dalla conoscenza e da quegli eroi di assoluto spessore e poco acclamati dai media, questa opportunità era un privilegio unico.

In quella stanza calorosa e accogliente nella sua semplicità si svolgevano riti quotidiani, gli stessi che viviamo nelle nostre cucine: colazione, pranzo, cena, lavoro, ma in quel piccolo ambiente, su quelle stesse sedie, attorno allo stesso tavolo si erano sedute personalità di spicco degli ultimi decenni: Bernardo Bertolucci, Susan Sontag, Carlos Fuentes, José Luis Sampedro, Carlos Reis, Eduardo Galeano, Marisa Paredes, Álvaro Siza Vieira, Ángeles Mastretta y Pedro Almodóvar, Sebastião Salgado, Chico Buarque e cosi via.

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Coloro che hanno avuto la possibilità di condividere una pausa caffè con José hanno potuto partecipare in prima persona ad un salone letterario situato in un luogo insolito rispetto alle rinomate città dell’intellighenzia, un’isola quasi utopica che è Europa ma alla fine e’ Africa: Lanzarote.  

Nonostante Saramago non sia più tra noi, nella sua dimora la sua presenza sembra ancora aleggiare e il rito del caffè non si è interrotto. I visitatori della sua casa-museo sono ancora invitati a sedersi in cucina o sul balcone antistante per sorseggiare un caffè in suo onore, così come hanno fatto personalità di spicco e gente commune in passato.