Io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia- aveva scritto una donna, forse, o un uomo. E quando? Pensava alla sua saga personale, unica e irripetibile, o l’aveva fatto in nome di tutti coloro che non vengono mai citati nei notiziari, che non hanno biografie, ma solo un labile passaggio per le strade della vita.
— Luis Sepulveda

Meteco nel Mondo

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L’accostamento di due parole appartenenti a campi semantici apparentemente diversi custodisce un pensiero che unifica stato d’animo e realtà. Nell’Antica Grecia, il Meteco era lo straniero residente stabilmente nelle città-stato, che nella tripartizione delle classi si poneva tra il cittadino e il non libero.

Al giorno d’oggi, il termine indica lo straniero, colui che ha cambiato casa, che è lontano da casa, l’emigrante. Nel mondo contemporaneo i flussi migratori volontari o obbligatori coinvolgono ogni strato sociale, dislocando ad ogni latitudine un crescente numero di persone per indefiniti lassi di tempo. Questa peregrinazione rende la coscienza individuale un pendolo che oscilla continuamente tra appartenenza e separazione. Questa erranza moderna vibra tra libertà e dipendenza, ponendo l’individuo tra i due poli, rendendolo un Meteco nel Mondo.


Me

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E’ il lontano 1997 quando Bill Clinton inizia il suo secondo mandato presidenziale, la pecora Dolly è il primo mammifero ad essere clonato, il Regno Unito restituisce la sovranità di Hong Kong alla Cina, Lady Diana muore sotto il ponte dell’Alma, gli accordi di Schengen entrano in vigore anche per l’Italia, Dario Fo viene insignito del premio Nobel per la letteratura, in America nasce Google ed io, in una fredda giornata di neve, valico per la prima volta i confini italici per dirigermi in Austria.  

Il 1997 è indubbiamente un anno di cambiamenti e per me coincide con quello che, per citare Kerouac, è l’inizio della mia vita sulla strada. Da allora automobili, autobus, treni e aerei mi hanno spalancato le porte di nuovi posti, di culture distanti, di lingue da imparare, di realtà parallele divise solamente dal tempo e dalla geografia. Partenze, erranze, ritorni e tutto ciò che può essere incluso all’interno di questi tre cardini è il resoconto della mia vita a partire dalla scoperta dell’altro, dell’oltre. 

Prima del viaggio in Austria ero solamente Massimiliano, il figlio di Angela e Gianni, poi sono diventato il finlandese, l’irlandese, il giramondo, “le rital”, sono diventato Max, Massi, Mass, Massimomilano e tutte le storpiature del mio nome annesse,  sono diventato le persone che ho incontrato, le lingue che ho parlato, i posti che ho visto, i cibi che ho mangiato, sono diventato l’ordinario trait d’union di questo caos che è l’unico spazio nel quale posso vivere.